Ennio Manzini nasce a Bomporto il 30 settembre 1926 da Pio e Cesira Corradini, e vive a Modena. Dal luglio 1944 aderisce alla Resistenza con il nome di battaglia Nelson, e partecipa alle giornate eroiche della Repubblica di Montefiorino. Arrestato dai fascisti, in carcere – da lui definito “la mia Università” - conosce un anarchico e si avvicina al movimento.
Nel dopoguerra apre una bottega come idraulico e artigiano. Collabora alla ricostituzione della Federazione anarchica emiliana, e partecipa al Collettivo di studi libertari “Camillo e Giovanna Berneri” che pubblica dal 1964 il periodico “L’Avvenire libertario”.
Nel 1965 viene nominato membro della Commissione consultiva per i problemi del commercio del Comune di Modena. Sempre nei primi anni Sessanta fa parte del Gruppo anarchico “Rivoluzio Gilioli” di Modena. Dopo la scomparsa di Renzo Cavani, nel 1966, lo sostituisce alla guida del movimento e diviene così la principale figura di riferimento dell’anarchismo modenese, intrattenendo relazioni costanti con altri gruppi anarchici italiani. A partire dagli anni Settanta è un importante interlocutore per i compagni più giovani che aderiscono ai diversi gruppi anarchici che si costituiscono a Modena. Subisce anche alcune denunce per vilipendio, come responsabile della bacheca posta in Largo Garibaldi a Modena, utilizzata dal movimento anarchico per affiggere il giornale “Umanità Nova”, manifesti e volantini.
Muore a Modena il 1° febbraio 1985.
BIBLIOGRAFIA
Andrea Pirondini, Anarchici a Modena. Dizionario biografico, Milano, Zero in condotta, 2012, p. 139-140
Il fondo Ennio Manzini è composto dall’archivio di carte, in corso di sistemazione, da più di 500 volumi e da 40 testate di periodici di diversa consistenza. Libri e periodici hanno contenuto per la maggior parte legato alla riflessione e all’attività politica, e in misura minore agli interessi di cultura generale.
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